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Luci moto, la guida definitiva su fari e accessori

Tutto quello che serve sapere sulle luci della moto per viaggiare sicuri. Dalla manutenzione ordinaria alla scelta dei faretti aggiuntivi

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Vedere ed essere visti. È uno dei concetti fondamentali per viaggiare sicuri. Una volta, sulle moto come sulle auto, la prima cosa da fare dopo aver avviato il motore era accendere anche i fanali: ormai le due ruote lo fanno automaticamente. I fari, salvo guasti improvvisi, non si spengono fino a quando non viene “chiuso” il quadro. È vero, non è più possibile partire in sella a una moto con le luci spente, ma non basta questo ad esaurire il capitolo fanali quando si parla di sicurezza. La tecnologia ha fatto progressi, oggi proiettori più potenti ed efficaci hanno aumentato la sicurezza. Vediamo insieme cosa fare, e come farlo, al fine di sfruttarli al meglio e mantenerli efficienti.

Il funzionamento

Per sapere cosa toccare è bene avere chiare alcune nozioni di base. I fari delle moto moderne sono prevalentemente a led. La scelta è dettata da più fattori. Un faro a led assorbe poca energia, affaticando meno la batteria. Garantisce un’affidabilità maggiore rispetto a una lampadina tradizionale (H7 o H4 le più diffuse), sviluppa meno calore e offre un fascio luminoso più definito e uniforme. Ora vengono le note dolenti: un faro a led rotto va sostituito per intero, con costi di gran lunga maggiori rispetto a una lampadina.

I fari a parabola, che montano lampadine a incandescenza, sono più semplici e meno costosi. È più facile reperire ricambi generici e, spesso, i guasti si limitano a una lampadina bruciata. Entrambe le tipologie di impianto sono gestite da dei relè e hanno fusibili dedicati. I sistemi a led, in aggiunta a quanto detto, possono avere delle centraline di controllo. Il principio di funzionamento, anche se molto più semplice, è simile a quello delle centraline motore. Le centraline dei fari sono molto diffuse sulle due ruote equipaggiate con luci di svolta attive (luci cornering), ne regolano l’accensione in base all’angolo di sterzata e all’inclinazione.

I controlli da fare

Il controllo dell’efficienza delle luci è semplice. Basta verificarne la corretta accensione. Non dimenticate di provare anche frecce e luci di stop. Azionate separatamente freno anteriore e posteriore: la luce stop è unica, ma i due comandi hanno sensori separati. È importante sapere che funzionano entrambi. Se notate che gli stop non si accendono non limitatevi a controllare il faro. Verificate che le ghiere di regolazione delle leve freno siano in posizione corretta e lubrificate i sensori (sono proprio vicino alle pompe dei freni) con un pulitore per contatti elettrici.

In caso di malfunzionamento dei fari è opportuno controllare anche i fusibili. Comunemente le scatole fusibili delle moto sono due. La posizione varia per ogni modello, ma il vano sotto alla sella è uno dei primi punti in cui cercare. Ispezionate ogni fusibile facendo attenzione al filamento al suo interno: se notate fratture significa che è bruciato. Sostituitelo con uno dello stesso amperaggio.

Se trovate dei malfunzionamenti in un impianto a led dovrete interpellare un’officina, ma nel caso di una lampadina bruciata potrete cavarvela in autonomia. Con l’aiuto del manuale di uso e manutenzione individuate la via più rapida per raggiungere l’alloggiamento della lampadina. Togliete il cappuccio protettivo e scollegate lo spinotto che la vincola al cablaggio della moto. Manca solo la molletta di fermo: è un gancio a incastro che serve a tenere in posizione la lampadina. Svincolate la molletta. Ora siete pronti a inserire il ricambio nuovo. Per rimontare seguite il procedimento inverso.

Occhio all’assetto

Non trascurate l’assetto dei fari. È importante regolarlo nel modo corretto, soprattutto se viaggiate con i bagagli. In caso di carichi importanti il muso della moto si solleva, alzando a sua volta il fascio luminoso. In questo modo c’è il rischio di abbagliare chi viaggia in senso opposto e di ridurre l’efficacia dei fanali. La maggior parte delle due ruote è provvista di viti per la regolazione dell’orientamento dei fari. Individuate la posizione dei registri aiutandovi con il manuale di uso e manutenzione.

Per effettuare l’operazione posizionate la moto sul cavalletto centrale (o posteriore). Se possibile puntate i fari su una parete liscia e senza ingombri, a una distanza di cinque o dieci metri. In questo modo sarà più semplice percepire le modifiche fatte.

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I faretti supplementari

Se usate la vostra belva tutto l’anno potrebbe essere una buona idea attrezzarsi con luci supplementari. I faretti antinebbia sono la scelta più comune. Per non incappare in sanzioni, anche salate, è importante acquistare prodotti omologati e rispettare le norme per il montaggio. Il codice della strada impone dei limiti anche all’utilizzo degli antinebbia. Vanno accesi solo in condizioni di scarsa visibilità come pioggia o, appunto, nebbia. Pena una sanzione da 42 a 173 euro (art. 153 comma 2 C.D.S.).

Tutti i tipi di fari supplementari devono essere montati a un’altezza minima da terra di 250 millimetri e orientati verso il senso di marcia. Non possono essere installati più in alto dei proiettori principali e devono essere assicurati a staffe apposite. Il fascio luminoso deve rientrare nelle gradazioni di colore previste anche per i fari anabbaglianti.

Se la casa madre fornisce dei faretti come optional ufficiale per la vostra moto, scegliete quelli. Sono la soluzione migliore perché studiati appositamente per il vostro modello. In questo modo non avrete problemi con gli innesti sull’impianto elettrico. Gli accessori originali, inoltre, spesso vengono forniti con le istruzioni di montaggio che semplificano molto il lavoro. In alternativa molte aziende producono kit universali di fari antinebbia. Affidatevi ai marchi più diffusi e non risparmiate. I prodotti economici possono rivelarsi molto complicati da ancorare al telaio della moto. Un distacco improvviso durante la marcia potrebbe causare una caduta, con conseguenze molto gravi. Inoltre rischiano di causare danni costosi al cablaggio della vostra due ruote.

Le luci di ingombro

Un’altra soluzione per aumentare la visibilità sono le luci di ingombro. Alcune adventure come la Honda Africa Twin, ma non solo, le hanno di serie. Nella maggior parte dei casi sono sistemi integrati nelle frecce, che rimangono fisse se non ingaggiate. Soluzioni più avanzate, vendute come optional, affiancano al lampeggiatore una luce di posizione bianca per l’anteriore e rossa per il posteriore (con luce stop integrata). Attenzione però! Si tratta di migliorie estetiche che non aumentano l’impronta a terra dei fanali, ma aiutano gli altri utenti della strada a vederci meglio. Si integrano con l’impianto originale e, al contrario dei faretti aggiuntivi, non hanno un interruttore separato, ma dipendono dai proiettori principali.

Facciamo il punto

Se avete una discreta manualità, e siete avvezzi al fai da te, gli interventi di manutenzione ordinaria dell’impianto luci sono alla vostra portata. La scelta delle luci aggiuntive dipende dalle vostre esigenze. Per i centauri inarrestabili, che lottano con le intemperie e il buio invernali, i faretti antinebbia sono un aiuto concreto. Aumentano l’efficacia delle luci di serie e vi rendono più visibili, anche se non sempre migliorano l’estetica della moto. I lampeggiatori con luci di ingombro integrate sono una chicca per i piloti che vogliono essere più visibili ma pensano allo stile. Attireranno l’attenzione di un automobilista distratto, ma non contate su di loro per vedere meglio la strada.

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