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Viaggi

Nella terra dell’oro verde

Alla scoperta di piccoli gioielli, fra oliveti e vigneti della campagna umbra.

Prendendo spunto dalle Strade del Vino e dell’Olio, che solcano un territorio contraddistinto da colline coltivate a vigneti e oliveti, ma anche da borghi, torri e castelli medievali, andiamo alla scoperta di luoghi speciali nel cuore dell’Umbria. Quelle che toccheremo, infatti, sono località un po’ “nascoste” e meno note rispetto alle cittadine più blasonate di questa zona, come Assisi, Foligno e Gubbio; proprio per questo diventano ognuna una piccola, piacevole scoperta, oltre a essere collegate da percorsi tutti da gustare in sella alla moto.

L’itinerario parte da Trevi, graziosa cittadina medievale inserita fra i Borghi più belli d’Italia, arroccata sulla cima di una collina in un mare di ulivi, tanto da essere conosciuta anche come la “capitale dell’olio”. Del resto, si trova nella Fascia olivata Assisi-Spoleto, tra le principali aree olivicole dell’Umbria, in via di riconoscimento dall’Unesco come bene culturale dell’umanità. Le antiche mura contengono l’abitato originario che, con la sua caratteristica forma a chiocciola, si avvolge lungo il pendio del colle. All’interno, passeggiando tra le stradine e i vicoli del centro storico,

ci rendiamo immediatamente conto di come Trevi sia un piccolo gioiello che ha mantenuto intatto il suo tessuto urbano medievale, fatto di chiese, torri e palazzi. Naturalmente, nella “capitale”, non poteva mancare il Museo della civiltà dell’ulivo, che offre l’opportunità di conoscere il microcosmo legato alla coltivazione dell’ulivo e alla produzione dell’olio.

Una manciata di chilometri e siamo a Montefalco, conosciuto come la “ringhiera dell’Umbria”. In effetti, dalle porte che si aprono nelle mura della cerchia medievale la vista spazia tutt’intorno sulle verdeggianti colline ricoperte di oliveti e vigneti. Da quest’ultimi prende vita il famoso Sagrantino di Montefalco, un eccellente vino ricavato dall’omonimo vitigno autoctono, la cui menzione più antica risale al 1549, quando identificava un vino passito coltivato nelle abbazie e nei conventi. Come rinunciare pertanto a una visita in una cantina? Fra le parecchie sparse sul territorio, consigliamo la cantina “Borgese” dove, nell’accogliente sala degustazione, facciamo conoscenza con il Sagrantino, ma anche con specialità da leccarsi i baffi, come la zuppa di farro e il filonzo, filetto di maiale stagionato nel Sagrantino.

Non lontano da Montefalco ci attende Giano dell’Umbria, un altro grazioso borgo che si erge su un colle tra un’infinita distesa di ulivi. Giano è nota anche per la mostra degli “Ulivi immortali”, un percorso che in alcuni chilometri tocca piante antiche che, attraverso i secoli, hanno trovato qui il loro habitat ideale. Grazie a una app è possibile conoscere la storia e i nomi dati alle singole piante, a volte dalle forme davvero bizzarre, come ad esempio il Bacio, Roccia d’Ulivo, Ectoplasma e il Crocifisso. Da Giano una stradina a misura di moto, che si snoda solitaria fra le colline in direzione di Castagnola, regala l’occasione per una guida rilassata, con la mente libera e lo sguardo ammaliato dai dolci paesaggi. Sono anche percorsi come questo, tanto semplici e inattesi quanto appaganti, che fanno gioire dell’essere mototuristi.

Eccoci allora pronti a “esplorare” altre strade gustose, come la Via della Collina, che da Marcellano porta a Saragano, e da qui la Via Panorama, una striscia d’asfalto che non mente, correndo sul crinale fra scorci panoramici fino a Gaglietole. A breve distanza tocchiamo altre località interessanti come Marsciano, importante castello perugino, fortemente legato alla produzione del laterizio tanto da ospitare il Museo dinamico del laterizio e delle terrecotte. Da qui un percorso guidato porta a una fornace del Settecento, al laboratorio-museo nella località di Compignano e alla fortezza medievale della Spina, immersa in una campagna tra le più belle dell’Umbria. Marsciano, inoltre, si trova nel comprensorio di un altro “nettare”, il Vino del Cantico. Non potevamo pertanto mancare una breve deviazione fino a Collelungo, nel comune di San Venanzo, per esplorare i sotterranei del castello che ospitano la suggestiva cantina “Conti Faina”. Le gallerie destinate oggi all’affinamento dei vini creano un vero e proprio percorso tra archi e passaggi segreti, lungo il quale si possono trovare pezzi antichi legati alla produzione enologica, creando così anche un piccolo museo del vino.

Il nostro girovagare ci conduce ora sulle sponde del lago Trasimeno su cui si affacciano Castiglione del Lago e le torri svettanti della Rocca del Leone.
La passeggiata lungo i camminamenti interni e sulle mura è piuttosto suggestiva, ma ancora di più lo è la salita sull’alta torre del mastio, da dove la vista spazia libera su tutto il Trasimeno. Dopo uno sguardo anche alle belle sale affrescate del Palazzo della Corgna, procediamo per “circumnavigare” il lago raggiungendo Passignano sul Trasimeno, che merita una passeggiata tra le sue antiche vie. Lasciato il lago, torniamo a seguire le stradine che si snodano piacevoli nella campagna umbra verso Castel Rigone e Umbertide, per arrivare infine a un altro, piccolo gioiello. Montone è un borgo medievale in posizione panoramica ben conservato e non a caso anch’esso inserito fra i Borghi più belli d’Italia.


Appena fuori dell’abitato, però, siamo maggiormente attratti da una stuzzicante stradina sterrata, dal fondo compatto e non difficile, che sale verso le colline promettendo momenti di guida dal sapore “avventuroso”. La seguiamo per alcuni chilometri immersi nella vegetazione, poi quasi d’incanto ecco comparire la forma massiccia della Rocca d’Aries che svetta solitaria sulla cima di un colle. La costruzione molto ben tenuta e il panorama che spazia suggestivo sulla vallata ancora una volta ci colmano gli occhi delle bellezze di questi percorsi nella terra dell’oro verde.

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